Trattamenti antiumido

 

 

LE CAUSE DELL’UMIDITA’ NEI MURI


L'umidità ascendente, che è una delle cause più frequenti del degrado degli edifici, si presenta purtroppo anche come la più difficile da combattere, in quanto interessa di regola i muri prospicienti le fondazioni provocando un processo irreversibile di disfacimento degli intonaci e delle malte che legano la muratura.
La diffusione dell'acqua all'interno dei materiali da costruzione viene favorita da una particolare caratteristica di ciascun materiale, definita come "porosità".che può essere di tipo "chiuso" e indica l'assenza di passaggi di collegamento da un poro e l'altro caratteristica presente in alcuni materiali destinati ad essere impiegati come isolanti (schiume poliuretaniche, espansi, ecc.).
Viceversa viene chiamata porosità "aperta" quando i pori comunicanti possono essere di dimensioni varie; quelli grossi rendono il materiale permeabile facilitando oltretutto il passaggio dell'acqua.
I canali molto fini (capillari) rendono meno permeabili il materiale permettendo comunque l'assorbimento d'acqua.
La porosità indica in altre parole la predisposizione di un materiale ad assorbire l'acqua che riesce a spostarsi al suo interno attraverso un fenomeno fisico conosciuto come "capillarità".
Tale fenomeno si manifesta ogni volta che un liquido entra in contatto con un canale sufficientemente sottile chiamato appunto "capillare".
Il fluido risale i capillari raggiungendo il livello superiore od inferiore a quello del liquido esterno a seconda dell'adesione alle pareti del canale.
La spiegazione di questo fenomeno viene data attraverso la complessa nozione delle "forze di tensione superficiale" o "energia di superficie", proprietà fondamentale delle superfici liquide che ne permette la contrazione verso una forma sferica in modo da esporre all'esterno la più piccola superficie possibile.
Questa tendenza è contrastata però dall'effetto della forza di gravità per cui non si possono formare delle sfere perfette.
Il tempo di risalita è determinato anche dall'esposizione all'aria del materiale soggetto al fenomeno di "evaporazione" per cui viene raggiunto un livello di equilibrio dell'acqua che risale senza arrivare all'altezza massima possibile.
Il diametro dei capillari svolge un ruolo importante per la risalita del liquido: ai capillari più sottili corrisponderà una maggiore risalita e viceversa.
La velocità con cui il liquido sale non è costante ma bensì decrescente ed occorrono lunghi tempi per raggiungere l'altezza massimale.
Un altro principio che regola la diffusione di fluidi è l'"osmosi" che raggruppa un complesso di fenomeni inerenti al passaggio dei liquidi attraverso membrane permeabili aventi caratteristiche di porosità tali da lasciar passare le molecole di una sostanza e non di altre.
Il caso più conosciuto è quello di due soluzioni di diversa concentrazione e con componenti uguali separate da una membrana permeabile al solo solvente.
Il fenomeno che si verifica in queste condizioni è il passaggio del solvente attraverso la membrana verso la soluzione più concentrata tendendo ad eguagliare la concentrazione dei due liquidi.
Al momento del passaggio alla soluzione più concentrata si instaura nella stessa una caratteristica forza di "opposizione" al fenomeno di diffusione chiamata "pressione osmotica", esercitata dalle molecole del liquido contro le pareti della membrana.

                UMIDITA' NEGLI EDIFICI: LOCALIZZAZIONE ED EFFETTI.

L'umidità contenuta nel sottosuolo può raggiungere la base di una costruzione e risalire più o meno velocemente in funzione del grado di porosità del materiale che costituisce la costruzione.
L'altezza della risalita dell'umidità dipende inoltre dal dalla quantità d'acqua contenuta nel suolo e dal grado di evaporazione delle superfici murarie.
La localizzazione dell'umidità derivata dal sottosuolo è limitata ai piani bassi ed interrati interessando le pareti sotto a livello del suolo ed i pavimenti del piano terra e dei locali sotterranei, risultando particolarmente critici gli angoli di unione con le pareti.
Difficilmente distinguibile da altre forme d'umidità che possono essere ugualmente presenti, l'umidità di risalita si manifesta di solito attraverso alcuni segni inconfondibili:

 

•  una macchia continua che sale dal piano pavimento verso l'alto della parete;

•  una linea di demarcazione tra la parte umida e quella asciutta, laddove il tasso d'umidità che risale viene eguagliato dal tasso d'evaporazione. Questa linea non supera di solito la quota di un metro d'altezza restando sotto il livello del davanzale;

•  il colore particolare di questa macchia;

•  la persistenza, senza variazioni sostanziali d'intensità o d'aspetto relativamente alle condizioni esterne;

•  la presenza di sali, presenti nell'acqua, localizzati sulle superfici dove l'acqua evapora. Alcuni di questi sali essendo igroscopici assorbono l'umidità dall'aria potenziando ulteriormente il fenomeno originale di umidità. [NOTA DEL C.T.P.: la formazione di questi sali è ovviamente particolarmente evidente nei periodi d'elevata evaporazione ambientale à accensione degli impianti di riscaldamento nel periodo invernale, assenza di precipitazioni atmosferiche con temperature elevate nel periodo estivo - la formazione dei sali è dovuta al passaggio di stato della soluzione ove essi sono contenuti da liquido a solido, a seguito dell'evaporazione dell'acqua].

                                                       LE SOLUZIONI

L'attenzione sempre crescente al recupero dei vecchi fabbricati, spesso degradati a causa dell'umidità, ha dato impulso allo sviluppo ed alla messa a punto di numerose tecniche e sistemi per combattere questo fenomeno, offrendo soluzioni soddisfacenti e durature.
L'eliminazione, o la riduzione, dell'umidità capillare delle strutture può essere conseguita seguendo due strade concettualmente differenti:

 interventi "indiretti" che non interessano la struttura, tendenti a minimizzare il rifornimento d'acqua del   terreno alla struttura, badando contemporaneamente a migliorare l'evaporazione dell'umidità dalla struttura stessa;

interventi "diretti" sulla struttura, quali:

interventi chimici à creazione della cosiddetta "barriera chimica" di sbarramento all'umidità.

interventi meccanici à taglio del muro ed inserimento di materiali (plastici o metallici inossidabili) di         sbarramento all'umidità

interventi elettrosmotici à incremento artificiale della pressione osmotica mediante impiego della corrente elettrica, e creazione di una barriera elettrosmotica di sbarramento all'umidità con relativa migrazione dell'acqua verso terra (polo negativo)

intonaci evaporanti di tipo antiumido antiumido è consigliato per contrastare l’umidità di risalita che si forma alla base dei muri delle abitazioni che non hanno vespaio. Il vespaio crea un’intercapedine dove circola l’aria, che disperde così l’umidità del terreno.
Il trattamento antiumido consiste nell'applicazione al muro di uno strato di materiale speciale. La sostanza utilizzata è traspirante, disperde l’umidità nell’ambiente, evita lo scrostamento dei muri con un’effetto-barriera, impedendo il formarsi di antiestetiche muffe rendendo l’ambiente sano. Il ciclo completo del trattamento dura circa 10/15 giorni.

 

Le fasi della lavorazione:

  • Verifica con appositi strumenti del tasso di umidità
  • Scalcinatura del muro fino alla base (pietra o mattone)
  • Asciugatura
  • Trattamento antisale (7 giorni per l’asciugatura)
  • Inizio del trattamento antiumido
  • Intonacatura e imbiancatura

                 OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE DI TERRAZZE E TETTI

Le fasi della lavorazione:

  • Demolizione della pavimentazione fino alla soletta
  • Lisciatura della soletta
  • Prima mano di primer (per far aderire la guaina)
  • Posa di 2 strati di guaina risvoltata alle estremità di 10 cm per evitare infiltrature esterne (la guaina è un rotolo di 1mt x 10, posata a fiamma cioè riscaldata fino a sciogliersi in maniera tale da aderire alla soletta)
  • A questo punto occorre effettuare una scelta:
    a) guaina a vista: cioè la guaina, di colore grigio, è lasciata a vista senza alcun ulteriore trattamento protettivo
    In questo caso si utilizza una particolare guaina detta “ardesiata”
    b) guaina a vista con impermeabilizzazione: sulla guaina posata è steso un prodotto protettivo di color alluminio
    c) pavimentazione:
    - Posa di uno strato di Tessuto non tessuto a isolamento e protezione della guaina per evitare danneggiamenti dovuti alla posa del massetto
    - Posa del massetto e sua finitura
    - Pavimentazione finale


                         Rifacimento tetti e grondaie, montaggio lucernari
Eseguiamo il rifacimento totale del tetto, la ristrutturazione di porzioni consistenti con ripristino o sostituzione grondaie in rame se necessario, sostituzione di travicelli e tavelle, montaggio di lucernari e finestre a tetto anche motorizzate. Durante il sopralluogo si effettua la verifica delle opere necessarie.

  • Smantellamento del tetto
  • Se necessario:
    - sostituzione di travicelli
    - cambio delle tavelle
  • Posa del massetto con rete elettrosaldata
  • Isolamento con posa del primer e successivo strato di guaina ardesiata
  • Posa delle tegole

 

   

 


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